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I NOSTRI ITINERARI

GRAND HOTEL ENTOURAGE


Itinerari di interesse artistico, paesaggistico ed enogastronomico con partenza e arrivo da alcune città regionali.

  • Gorizia - Collio - Cividale

  • Gorizia - Trieste - Carso

  • Udine - Aquileia - Grado

  • Udine - San Daniele - Gemona


Gorizia - Collio - Cividale

 

Questo itinerario inizia dalla mitteleuropea Gorizia, ricca di verde e di palazzi come quelli di Vienna e Zagabria. Mutilita del suo naturale retroterra di lingua slovena dagli eventi bellici, ora un pacifico confine più che separata la unisce a Nova Gorica. Nel Medioevo, il feudo dei Conti di Gorizia è stato oggetto di dispute alterne tra l'Austria e Venezia. Da programmare una visita al Castello (sex. XII, ampliato da Venezia), da cui si gode una splendida vista sulla città e sulla valle dell'Isonzo ed al suo pittoresco Borgo Medioevale dove sono collocati i Musei Provinciali che dispongono di vare sale espositive ed il Museo della Grande Guerra. In città da non perdere la visita alla Pinacoteca nel settecentesco Palzzo Attems.

 

Da Gorizia ci dirigiamiamo verso il Collio, fascia di amene, verdi colline ricche di vigneti; una comoda rete di strade panoramiche porta a scoprire ambienti accoglienti dove gustare i piatti di una ricca cucina tipica accompagnati dalla superba gamma dei vini per i quali il "Collio" (zona a D.O.C.) è giustamente famoso, nell'allegria di una miriade di feste paesane, da aprile fino a fine ottobre.

 

Breve sosta a Oslavia: un grande Sacrario custodisce i resti di 60 mila caduti, davanti a Padgora e Sabotino, duramente contesi durante la Grande Guerra. Pochi chilometri e siamo a S. Floriano del Collio, a visitare il Castello Formentini; appartiene a quella famiglia fin dal 1530 e, conservandone intelligentemente le strutture originali, è stato trasformato in un piacevole ristorante tipico.

Principlae centro del Collio è Cormons; graziosa cittadina con numerosi ricordi austriaci, un bel Duomo, la seicentesca Chiesa del Soccorso e pregevoli chiesette gotiche, come quella della Subida.

 

Una quindicina di chilometri ed ecco Cividale del Friuli. Siamo ora in provincia di Udine e le dolci colline coperte da vigneti si chiamano "Colli Orientali del Friuli": altra famosa zona a D.O.C. (in Friuli Venezia Giulia le zone D.O.C. sono ben 8!). Cividale è nata romana (il suo nome, Forum Julii, diventò poi quello dell'intera Regione: "Friuli") e decollò nel 568, quando divenne sede del I Ducato Longobardo in Italia e capitale della regione; un periodo di splendore che l'arricchisce di bellissime costruzioni. In seguito passò sotto il dominio dei Franchi (anche Carlo Magno vi fu ospite), dei Patriarchi d'Aquileia, di Venezia, degli Asburgo. Assolutamente da visitare l'imponente Duomo, i Musei Cristiano ed Archeologico, quel piccolo gioiello che è il Tempietto Longobardo, e suggeriamo infine una passeggiata sull'imponente Ponte del Diavolo, diventato un pò il simbolo della città.

 

A pochi chilometri, proprio sul confine con la Slovenia, le incontaminate e suggestive Valli del Natisone (dal fiume che le attraversa e che poi giunge a Cividale) caratterizzate da fitti boschi e tipici borghi particolarmente interessanti per le escursioni; vale la pena qui di visitare la grotta di S. Giovanni d'Antro, il santuario di Castelmonte e di gustare la "cubana", prelibato dolce tipico di queste valli.

 

Rientriamo a Gorizia con una breve digressione che ci porta a Gradisca D'Isonzo, davvero graziosa cittadina, ricca di parchi e viali alberati, edificata da Venezia quale baluardo contro le scorrerie ottomane. Notevoli i resti delle fortificazioni (torri, bastioni, ecc.); doverosa una piacevole sosta all'Enoteca Regionale "La Serenissima", per ammirare (e gustare) un incredibile assortimento dei migliori vini e per visitare l'annessa Galleria d'Arte.



Gorizia - Trieste - Carso

 

L'itinerario inizia a Gorizia e dirigendoci verso il mare ci porta a Redipuglia cittadina nota per il solenne Sacrario: una grandiosa, lunghissima scalinata che copra l'intero fianco del Monte Sei Busi e custodisce centomila caduti della Grande Guerra; passiamo per Monfalcone, vivace cittadina sull'Adriatico e maggior centro cantieristico italiano per raggiungere la foce del fiume Timavo che, dopo essere scomparso sottoterra e avervi percorso molti chilometri, per un curioso fenomeno di carsismo riappare in superficie poco prima di gettarsi in mare.

Pochi chilometri e siamo a Duino, dominato dal poderoso Castello, a picco sulla splendida baia.

 

Di qui sarebbe consigliabile raggiungere la vicina Sistiana a piedi, percorrendo il magnifico sentiero, a picco sul mare che porta il nome del noto poeta tedesco Rilke, che tanto amò questi luoghi; potremmo anche fare delle interessanti scoperte in fatto di fauna e flora. La Baia di Sistiana ospita un suggestivo porticciolo turistico immerso in un paesaggio dove si incontrano mare Adriatico e Carso.

 

Da Sistiana a Trieste percorriamo una ventina di chilometri di strada molto suggestiva, altamente panoramica, a picco sul mare, che ci porta a Miramare, il romantico, bianco castello che vide l'amore di Massimiliano d'Asburgo e della sua Carlotta. Da visitare assieme al Castello, lo splendido parco che lo circonda.

 

Proseguiamo lungo il mare, superiamo Barcola (da aprile a ottobre diventa una spiaggia ininterrotta) ed entriamo in Trieste. Poche parole per questa affascinante città, piacevolissima scoperta per chi ci viene per la prima volta e dove si torna sempre molto volentieri. Da secoli civile crocevia e punto di incontro di popoli e costumi diversi, splendida per i suoi monumenti e per l'incredibile posizione nell'arco luminoso del suo golfo azzurro, Trieste è un'ospite generosa che ha molto da mostrare. Bastano alcuni nomi: la Cattedrale e il Castello di San Giusto, il Teatro Romano, Corso Italia e Piazza della Borsa, Via Carducci, Piazza Unità (autentico salotto aperto sull'azzurro dell'Adriatico), le Rive luminose. Anche il faro della Vittoria, a Barcola, merita una visita: vi si gode un panorama stupendo. Infine, da visitare i diversi Musei: il Museo Civico, il Museo Morpurgo, il Museo del Mare, il Museo Ferroviario alla Stazione di Campo Marzio, il Museo Revoltella con le sue importanti collazioni d'Arte Moderna, e anche l'interessante Acquario Marino.

 

Pochi chilometri e arriviamo al confine con la Slovenia. Prima c'è Muggia, tutta veneziana, graziosissima, con bei monumenti come il Duomo quattrocentesco con la facciata di pietre da taglio e, in Muggia Vecchia, l'antica chiesetta di S. Ermacora.

Faremo ritorno a Monfalcone lungo l'Altipiano Carsico, unico nel suo genere, dalle aspre rocce e dai vasti boschi che racchiudono lindi paesini di lingua slovena, ricchi di aspetti e manifestazioni folkloristiche (le famose "nozze carsiche", per esempio). Sul Carso abbondano grotte e doline; da segnalare l'affascinante Grotta Gigante, che merita senz'altro una visita; ricca di splendide stalattiti e stalagmiti che creano mille fantastiche composizioni, è tanto vasta che il suo interno potrebbe comodamente contenere la Basilica di S. Pietro.

 

Se poi volessimo giocare a golf, non avremmo che da fermarci a Padriciano. L'ultima tappa la riserveremo infine al Santuario di Monte Grisa, eretto negli anni '50, per un voto, a picco sul Golfo di Trieste; ce ne andremo con gli occhi pieni di una splendida visione tutta azzurra.


Udine - Aquileia - Grado

 

Questo itinerario inizia a Udine, elegante città ricca di monumenti romano-gotici e veneti, vivace ma con piazze e strade dove sembra che il tempo si sia fermato.

Partiamo da Piazza Libertà con la loggia del Lionello, il Porticato, la Chiesa di S. Giovanni e la Torre dell'Orologio, simile a quella dei Mori di Venezia.

 

Da qui saliamo al cinquecentesco Castello che domina la città dall'alto, poderoso ed elegante; ospita le ricche collezioni del Museo Civico e della Galleria d'Arte, è stato riaperto al pubblico dopo i delicati interventi di ripristino per i gravi danni subiti dal terremoto del '76. Di indubbia bellezza la chiesetta di S. Maria del Castello, forse del VII sec. con facciata e campanile cinquecenteschi e un austero interno romantico affrescato del '200. Torniamo in centro a visitare l'imponente Duomo, iniziato nel '300, e le sue preziose opere del Tiepolo, di Vitale da Bologna e altri artisti famosi; interessante il campanile, innalzato sui resti ottagonali del battistero del '300. Nei pressi dell'Oratorio della Purità con ricchi affreschi tiepoleschi che impreziosiscono anche il vicino Palazzo Arcivescovile con il Museo Diocesano. Una sosta infine nell'armoniosa Piazza S. Giacomo, coi suoi palazzi quattrocenteschi e la bella chiesa dell'epoca.

 

Lasciata Udine, a Passariano di Codroipo ammireremo Villa Manin, affascinante, scenografica residenza dell'ultimo Doge, ricca di storia (ospitò anche Napoleone) e di belle cose da vedere (il parco, l'armeria, la raccolta delle carrozze, la Mostra dell'Artigianato Regionale). Dopo una breve sosta a Bertiolo, alla Cantina Sociale nota per gli ottimi vini, raggiungiamo Palmanova, la splendida città-fortezza, armonioso poligono a 9 lati a forma di stella che Venezia edificò nel 1953 a difesa dei confini orientali, senza dubbio uno dei meglio riusciti (e conservati) esempi di architettura militare.

 

Raggiungiamo poi Aquileia, sotto Augusto capitale della X Regione "Venetia et Histria", con monumenti di grandissimo splendore. In seguito fu sede del Patriarcato, e raggiunse la massima potenza verso il Mille sotto il Patriarca Popone, cui va anche il merito della costruzione della splendida Basilica Romanica, sui resti di preesistenti antichissime costruzioni religiose. Mirabile il suo interno, col meraviglioso pavimento a mosaici e le molte opere d'arte, e possente il campanile che domina isolato la pianura friulana. Suggestiva la passeggiata lungo la Via Sacra, viale di cipressi che costeggia i resti dell'antico porto fluviale romano, e doverosa una visita al Museo Archeologico (anche belle collezioni di ambre e vetri) e ai numerosi scavi.

 

Dieci chilometri soltanto e siamo sull'Adriatico, a Grado, la notissima stazione balneare. La nostra visita riguarderà il centro storico, con calli, campielli e scorci suggestivi, e la Basilica di S. Eufemia (VI sec.), ricca di colonne romane, con un magnifico pavimento a mosaici e un S. Michele del 1462 sulla cuspide del bel campanile. Da vedere anche il Battistero (V sec.) e la vicina S. Maria delle Grazie, di tipo ravennate.


Udine - San Daniele - Gemona

 

Lasciata Udine tocchiamo la graziosa Fagagna (dove, a Villaverde, si può giocare a golf) e raggiungiamo S. Daniele del Friuli, bella cittadina che si annuncia da lontano, raccolta sul suo colle. Famosa per il prosciutto (pare sia l'aria di qui a donargli l'inconfondibile fragranza), S. Daniele merita di essere visitata non solo per motivi enogastronomici. Notevoli, per esempio, la Biblioteca Guarneriana (ricca di preziosi incunaboli e volumi, nel cinquecentesco ex Palazzo Comunale); l'imponente Duomo che sovrasta la piazza principale (1700 ca.) con le sue notevoli opere d'arte, ma soprattutto la piccola chiesetta di S. Antonio Abate, del 1450, esempio assai pregevole di tardo gotico veneziano, impreziosita dalle opere di Martino da Udine, forse il più importante ciclo di affreschi rinascimentali dell'intero Friuli. Un'occhiata, infine, al bel palazzo settecentesco del Monte di Pietà.

 

Da San Daniele puntiamo su Osoppo, sovrastata dal colle su cui si erge l'imponente rocca fortificata, carica di gloria per l'eroica resistenza degli osovani contro gli austriaci nel 1848, e caposaldo della resistenza durante la seconda guerra mondiale. Vi si gode un bel panorama: in primo piano l'amplissimo letto del Tagliamento. Ora ci dirigiamo a nord: superata la graziosa Trasaghis e il panoramico Lago di Cavazzo giungiamo nel capoluogo della Carnia, a Tolmezzo. Importante centro commerciale e industriale, è punto di partenza per escursioni nelle vallate carniche. Prossima a Tolmezzo è Zuglio, l'antica romana "Julium Carnicum"; la bella chiesa gotica di S. Pietro, millenaria, merita una passeggiata, anche per il panorama che vi si gode.

 

Costeggiamo il Tagliamento e visitiamo Venzone e Gemona, praticamente rase al suolo dal sisma del '76 e ormai totalmente ricostruite. In entrambe queste belle cittadine uno splendido Duomo, dovuto al gemonese Maestro Giovanni, del 1350 ca. Sia quello di Venzone, gotico, completamente distrutto dal sisma che quello di Gemona, in forme romano-gotiche, danneggiato in minor misura, sono stati meticolosamente ricostruiti. A Venzone pregevole l'intero nucleo centrale, ricostruito con grande fedeltà; le possenti mura del XII secolo, che portano evidenti i danni causati dal terremoto; il quattrocentesco Palazzo Comunale, alla seconda ricostruzione di 60 anni (Grande Guerra e sisma). A Gemona da vedere il rinascimentale Palazzo Comunale (ricostruito esattamente com'era) e quanto resta di altri insigni monumenti, come S. Giovanni e S. Maria delle Grazie.

 

Proseguiamo verso sud, ed ecco Tarcento, ridente cittadina, dal clima quasi sempre mite, punto di partenza per numerose escursioni nelle amene località collinari che la circondano: per esempio ad ATTIMIS (Mostra dei Fossili, a Forame), nell'Alta Valle della Torre, fin sotto alle bianche vette dei Musi, oppure a gustare un'ottima cucina.

Raggiungiamo la panoramica Tricesimo, dove inizia la vasta pianura friulana. Udine è ormai molto vicina, solo a una decina di chilometri.

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